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01
Lug
2011
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Il miglior programma di Post Produzione delle immagini |
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Il primo grande punto di forza di Lightroom: eccezionale gestione e organizzazione delle foto... La Libreria
Il confronto di Lightroom con Photoshop è in realtà in parte inappropriato. Un modulo fondamentale di Lightroom infatti è quello dedicato alla gestione delle foto. Esso viene incontro alle esigenze dei fotografi digitali, dall’amatore al professionista, che scattano tantissime foto e hanno la necessità di organizzarle in maniera che siano facili da rintracciare. A tale scopo, Lightroom permette sì di vedere le cartelle in cui le foto sono memorizzate sul disco rigido, così come le vedremmo in una finestra del sistema operativo, ma soprattutto dà la possibilità di aggiungere tag alle fotografie, di assegnare loro un’etichetta colorata o una valutazione e di suddividerle in raccolte. Queste ultime sono dei raggruppamenti, a cui il fotografo può dare un nome, che non corrispondono ad una cartella sul disco rigido, ma sono memorizzati nel database di Lightroom. Una foto può trovarsi anche in più di una raccolta, perciò le raccolte possono essere utilizzate per raggruppare le foto in base a diversi criteri, senza dover necessariamente copiarle numerose volte in cartelle con nomi diversi sul disco rigido. Questo approccio può essere un po’ ostico da digerire inizialmente, per una persona che è sempre stata abituata ad utilizzare unicamente le cartelle per organizzare le foto. Comunque comprenderlo è piuttosto semplice, ed utilizzare raccolte e tag può essere l’unico modo di riuscire a gestire in maniera efficiente le decine di migliaia di foto che qualsiasi fotografo si trova presto ad avere memorizzate.
La pagina della libreria di Lightroom, da cui gestire la nostra collezione di foto L’elaborazione delle foto in Lightroom: qualità, velocità e facilità d’uso... lo SviluppoUn altro importante modulo di Lightroom è quello dedicato all’elaborazione delle foto. Sono moltissime le elaborazioni disponibili, è possibile ad esempio:
Inoltre, contrasto, esposizione, nitidezza e altri aspetti possono essere corretti anche solo localmente utilizzando il pennello per selezionare solo alcune aree della foto.
Tutte queste possibili elaborazioni sono di elevata qualità, ma l’aspetto più innovativo è che vengono applicate in maniera conservativa. Per chi ha sempre usato programmi di fotoritocco simili a Photoshop, questo concetto è nuovo. Proviamo a vedere cosa significa, immaginando di voler modificare una foto con Photoshop. Eseguiamo alcune operazioni: ad esempio modifichiamo il contrasto, poi il bilanciamento del bianco. Le alterazioni vengono effettuate in maniera “distruttiva”, ovvero i pixel della foto vengono prima alterati quando si cambia il contrasto e nuovamente sovrascritti modificando il bilanciamento del bianco. Quando salviamo la foto, tutte queste modifiche distruggono la copia originale della foto. Se non ci ricordiamo di salvare l’originale, esso sarà perduto. Inoltre, se volessimo provare diverse varianti di elaborazione della foto dovremmo creare diversi salvataggi a ciascuno stadio dell’elaborazione. Lightroom invece memorizza le modifiche all’interno del database: la foto originale rimane intatta mentre Lightroom registra la lista delle modifiche effettuate. Esse diventano effettive quando esportiamo la foto modificata. A questo punto avremo mantenuto la foto originale e in più avremo la foto esportata con le modifiche. Se vorremo fare esperimenti su diverse versioni della foto basterà creare delle copie virtuali. Queste saranno memorizzate nel database ma non in un file sul disco, evitando inutili duplicazioni e occupazione di memoria. Altra funzionalità cruciale di Lightroom, che difficilmente si trova in altri programmi per l’elaborazione delle foto, è la possibilità di sincronizzare le modifiche, ovvero di copiare e incollare le modifiche effettuate in una foto su altre foto. Si tratta di una funzionalità molto più utile di quanto si possa pensare. Ad esempio, spesso ci capita di scattare molte foto con le stesse condizioni di luce e in un lasso di tempo breve. In questi casi, molte delle correzioni applicabili ad una delle foto (ad esempio quelle a contrasto ed esposizione) possono essere copiate pari pari su molte altre. Cosa non può fare Lightroom?Come avete potuto intuire, le elaborazioni possibili in Lightroom sono numerosissime. Ce ne sono però alcune, effettuabili con i programmi simili a Photoshop, che Lightroom non mette a disposizione. Tutte le operazioni che richiedono il ritaglio e la modifica del contenuto di una foto non sono possibili. Quindi se siete soliti effettuare fotomontaggi, sostituire lo sfondo delle foto e cose simili, Lightroom non fa per voi. Lightroom non permette nemmeno di dipingere direttamente sulla foto o di aggiungere forme e testo. Ne vale la pena?Lightroom può essere acquistato, su amazon.it, a circa € 250 Lightroom è studiato apposta per accelerare e facilitare il processo di organizzazione ed elaborazione delle foto. L’interfaccia molto semplice, l’anteprima in tempo reale, la possibilità di sincronizzare le modifiche e le altre numerose funzionalità permettono molto rapidamente di correggere e migliorare numerose foto in poco tempo. Alcuni fotografi professionisti testimoniano di aver bisogno unicamente di Lightroom e mai di Photoshop. Altri usano per il 90% delle loro foto solamente Lightroom e intervengono con Photoshop quando sono necessarie modifiche più pesanti, ad esempio quando è necessario effettuare ritagli o modifiche al contenuto della foto, come ad esempio eliminare le riflessioni, cancellare pezzi di foto, eccetera. Credo che, se avete intenzione di investire un po’ di soldi nel software per l’elaborazione e la gestione delle foto, Lightroom sia assolutamente la scelta migliore. Se invece siete interessati ad un’alterazione artistica delle foto, in cui andate ad aggiungere o rimuovere elementi, a sovrapporre texture, trasformare radicalmente il contenuto della foto, allora Lightroom non può aiutarvi e avete bisogno di un software di fotoritocco in stile Photoshop. Ora non vi resta che povarlo e...
Per la realizzazione di questo articolo è stato preso spunto da un ottimo articolo di fotocomefare.com. |









Per molti, elaborazione digitale delle immagini è sinonimo di Photoshop. Esistono programmi cosiddetti di foto ritocco alternativi, probabilmente più economici, ma questi spesso non sono altro che delle blande imitazioni che cercano di scalfire il predominio del software di riferimento senza riuscirci. Per mia fortuna, ho scoperto presto dell’esistenza di un altro strumento per l’elaborazione delle foto che mi ha permesso di eliminare quasi totalmente la necessità di programmi come Photoshop. Sto parlando di 

